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San Benedetto e l'ambiente

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La città ha iniziato a scommettere su un futuro strettamente legato alla salvaguardia ambientale.
Le scommesse in verità sono due: accogliere il primo esperimento di parco marino in zona antropizzata e dare valore turistico all’unica area umida tra l’Emilia e il Gargano, la Sentina, oasi naturale di eccezionale rilevanza floristica e biogeografica, preziosissimo punto di sosta per l’avifauna migratoria (la Lipu ha censito nel corso dei mesi la presenza di ben 173 specie diverse di uccelli).

San Benedetto del Tronto - Fontana
San Benedetto del Tronto

Il Parco Marino è un obiettivo inseguito da anni: vi guardano con interesse non soltanto gli enti locali (il tratto di costa compreso nel perimetro del Parco comprende diversi Comuni della costa marchigiana meridionale) ma anche studiosi dell’ambiente e delle dinamiche degli stock ittici per capire se è possibile far convivere attività umane (comprese quelle turistiche che qui hanno una rilevanza notevole, con quasi due milioni di presenze annue) e tutela del mare.

Tutti i complessi passaggi burocratici sono stati superati, si attende il via libero definitivo a livello ministeriale.

E poi c’è la Sentina, un’area che si affaccia sull’Adriatico per circa 1,7 km situata a nord della foce del fiume Tronto che divide Marche e Abruzzo. E’ costituita da un cordone sabbioso con dune piatte dietro la quale si susseguono piccoli lembi di ambienti umidi salmastri e di praterie salate.

Dal 2000 dichiarata Sito di Importanza Comunitaria, dal 2004 Riserva Naturale regionale, la Sentina si sta gradualmente aprendo alla fruizione turistico naturalistica con percorsi guidati e punti di osservazione mentre si sta ristrutturando per gli stessi scopi la “torre del porto”, un edificio cinquecentesco che sorge proprio al centro della Riserva.

Una visione utopica

D’altronde San Benedetto del Tronto non scommette da oggi sul valore aggiunto dato dal paesaggio naturale integrato con la realtà urbana.

San Benedetto del Tronto - Palazzina Azzurra
Palazzina Azzurra

Deriva infatti dalla visione “utopica” di Luigi Onorati, un ingegnere operante negli anni a cavallo tra le due guerre mondiali, quello che è tutt’oggi uno dei più sontuosi ed imponenti viali a mare d’Italia: 30 metri di larghezza che, costeggiando l’arenile e delimitandolo con artistiche balaustre e decorativi lampioni, si arricchiscono della presenza di spazi verdi (pinete soprattutto), impianti sportivi, edifici per la cultura e il divertimento come la mitica Palazzina Azzurra, una grande e artistica fontana al centro in una piazza, subito denominata “Rotonda”, a chiudere la maestosa passeggiata.

E poi tante palme, quelle che danno il nome alla Riviera di cui San Benedetto è capoluogo.

Scommesse vinte? A giudicare dal primato marchigiano in fatto di presenze turistiche e di qualità della vita, sembrerebbe proprio di sì.

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